
BIOGRAFIA AUTORE
DAVIDE FERRARIO (1956) è regista di film e documentari. Tra gli altri: Tutti giù per terra (1997), Guardami (1999), Dopo mezzanotte (2002), La strada di Levi (2007), Tutta colpa di Giuda (2009), Umberto Eco. La biblioteca del mondo (2020), Italo Calvino nelle città (2024).
Il suo primo romanzo, Dissolvenza al nero, premio Hemingway 1995, è stato portato sullo schermo da Oliver Parker. Con Feltrinelli ha pubblicato Sangue mio (2010, premio Bergamo).
MOTIVAZIONE
“L’isola della felicità” è un libro che diverte il lettore, lo fa riflettere e, soprattutto, riesce a sorprenderlo. Inizia con una dotta dissertazione che, seppure in tono leggero, è un vero e proprio trattato sull’importanza dei fosfati nella storia del mondo. Poi entra nel vivo con la narrazione, fatta da un testimone ironico e disincantato, delle vicende di quest’isoletta in cui nessuno ha voglia di lavorare e tutti pensano solo ad arricchirsi e a ingozzarsi di cibo dilapidando le risorse naturali. Una prima sorpresa arriva nelle note finali del libro quando l’autore spiega che questa surreale vicenda non è un parto della sua fantasia bensì la storia quasi vera di un’isoletta sperduta nel Pacifico. Ancor più inquietante è la sorpresa che il lettore ha quando, chiuse le pagine del libro, si rende conto che forse ciò di cui parla non è un’isoletta del Pacifico ma siamo noi, proprio noi europei, che ci crogioliamo beati nel nostro benessere, inseguendo illusorie felicità e inconsapevoli del futuro che ci aspetta. Nel romanzo il mare non è protagonista. È sullo sfondo ma non è irrilevante. È l’elemento che nel suo essere immutabile, eterno, ci osserva e, a modo suo, ci invita a riflettere, proprio come fa questo libro, amaro e divertente al tempo stesso.
Paolo Lodigiani



