I vincitori della 17^ edizione
SEZIONE LIBRI
1° classificato – SAGGISTICA

Dall’autore di un libro intitolato “Il lavoro del lettore. Perché leggere ti cambia la vita” c’era da aspettarsi un’opera come questa, che racconta in modo magistrale come per gli scrittori parlare del mare sia un’esperienza unica, quasi che il mare parlasse attraverso di loro. L’autore entra nella molteplicità dei sentimenti e dei pensieri marinari per illustrare come li presentino i grandi narratori, quelli cioè che una bonaccia esasperante te la fanno rivivere attimo per attimo, un ammutinamento te lo ammanniscono abilmente come metafora del potere e della ribellione, la minaccia dell’ignoto lo vestono con le sembianze di un “grande pesce”, sia esso un calamaro gigante o una balena, fino a rendere l’arrivo in porto un momento destabilizzante reso concreto da una infida instabilità. Il libro trasuda cultura, una conoscenza profonda di quanto il mare sia stato protagonista nella storia dell’uomo, come in un quadro di Turner, con quei colori, con quelle onde, con quel cielo spesso tempestoso. Quasi un’esperienza sensoriale, profondamente suggestiva.
Elisabetta Strichland
2° classificato – SAGGISTICA

“Mare aperto, storia umana del Mediterraneo Centrale” di Luca Misculin è un bel libro, vivace e molto scorrevole nonostante le innumerevoli notizie che ci fornisce, sempre in modo garbato e piacevole. L’Autore fa un viaggio tra passato e presente; ci conduce infatti sulle tracce degli uomini preistorici che dalle sponde opposte del Mediterraneo, osservavano quelle acque oscure e minacciose senza mai trovare il coraggio di attraversarle, e su quelle delle popolazioni che, finalmente, per prime intagliarono un tronco e lo misero in acqua.
Masculin ci parla delle antiche civiltà marine che si incontrarono e si scontrarono in questo tratto di mare, dei mercanti di ossidiana e i loro riti perduti, delle misteriose civiltà dell’età del bronzo; e ancora: le conquiste degli imperi, le scorribande dei pirati, i flussi migratori che da nord andavano verso sud, o quelli che da sud vanno verso nord, come le centinaia di migliaia di persone che oggi si affidano a traversate rischiosissime in cerca di una nuova vita o anche solo della sopravvivenza. L’Autore però non si limita a descriverci solo quello che è accaduto nel passato bensì ci racconta lo Stretto di Sicilia di oggi, le sue isole e i suoi porti, i suoi uccelli migratori e i cavi sottomarini che lo attraversano, i suoi luoghi più inaccessibili, come basi militari abbandonate o piattaforme petrolifere. Muovendosi fra le coste libiche e tunisine, Pantelleria e Linosa fino a Lampedusa, Misculin ci fa conoscere questo tratto di mare come fosse la prima volta che lo vediamo, che lo capiamo con tutte le sue contraddizioni, la sua severa spietatezza, la sua straordinaria profondità storica e umana.
Storia tragica, dunque, complessa, questa, di un braccio di mare, dove l’Africa incontra l’Europa o forse, è più corretto dire, ove i due continenti spesso si scontrano tra loro.
Roberto Camerini
3° classificato – SAGGISTICA
Relitti di Leonardo D’imporzano per Nutrimenti.
Di Ada Carpi, possiedo una deliziosa serie di acquerelli dedicata ai fari d’Italia, quindi tutti i lavori a lei collegati partono con un bonus di apprezzamento già elevato. E’ lei l’art director del libro di Leonardo D’Imporzano intitolato “Relitti, la nostra memoria in fondo al mare” edito da Nutrimenti dedicato alle storie sepolte nelle profondità marine ma anche a quelle che si sono perdute in terra. Tra queste la Calypso di Cousteau, ridotta a un guscio di legno, la Exodus 1947 che trasportò migliaia di ebrei sopravvissuti alla Shoah demolita e quasi dimenticata, o la Williamsburg, varata nel 1930, nave americana che per decenni fu la lussuosa “Casa Bianca galleggiante” e che ha finito i suoi giorni una decina di anni fa, smantellata come ferro vecchio a La Spezia. E in fondo al mare le storie dei relitti pullulano, un libro da cui attingere dentro il mondo non solo sommerso: dalla nave romana ritrovata a Baratti che trasportava un collirio modernissimo a base di ossido di zinco, alla triste sorte dei vapori Lombardo e Piemonte della spedizione dei Mille, che contribuirono alla nascita dell’Italia unita, allo spettacolare naufragio cinquecentesco sotto Portovenere della caracca portoghese con a bordo un rinoceronte-star. Una storia questa, ci informa il bel libro straripante di emozioni e ricerche storiche, di cui in loco non si trova alcuna traccia ma c’è chi giura che dal terrazzino della chiesa di San Pietro, in certi tramonti d’estate, si possa vedere una sagoma di rinoceronte che si staglia sulla roccia dell’isola della Palmaria.
Simona Casalini
Sezione LIBRI NARRATIVA
1° classificato – NARRATIVA

“L’isola della felicità” è un libro che diverte il lettore, lo fa riflettere e, soprattutto, riesce a sorprenderlo. Inizia con una dotta dissertazione che, seppure in tono leggero, è un vero e proprio trattato sull’importanza dei fosfati nella storia del mondo. Poi entra nel vivo con la narrazione, fatta da un testimone ironico e disincantato, delle vicende di quest’isoletta in cui nessuno ha voglia di lavorare e tutti pensano solo ad arricchirsi e a ingozzarsi di cibo dilapidando le risorse naturali. Una prima sorpresa arriva nelle note finali del libro quando l’autore spiega che questa surreale vicenda non è un parto della sua fantasia bensì la storia quasi vera di un’isoletta sperduta nel Pacifico. Ancor più inquietante è la sorpresa che il lettore ha quando, chiuse le pagine del libro, si rende conto che forse ciò di cui parla non è un’isoletta del Pacifico ma siamo noi, proprio noi europei, che ci crogioliamo beati nel nostro benessere, inseguendo illusorie felicità e inconsapevoli del futuro che ci aspetta. Nel romanzo il mare non è protagonista. È sullo sfondo ma non è irrilevante. È l’elemento che nel suo essere immutabile, eterno, ci osserva e, a modo suo, ci invita a riflettere, proprio come fa questo libro, amaro e divertente al tempo stesso.
Paolo Lodigiani
2° classificato – NARRATIVA

La leggenda del pescatore pentito è la storia di un uomo che crede di avere tutto sotto controllo: la carriera, la vita, perfino il mare. Sergio, chirurgo brillante e sicuro di sé, vive la pesca subacquea come una sfida continua, un modo per dimostrare forza e dominio. Ma il mare, con la sua profondità silenziosa, gli presenta un conto diverso: lo costringe a guardarsi dentro, a riconoscere le proprie fragilità, a fare i conti con ciò che ha sempre evitato.
Nel suo romanzo Carlo Farina Dusmet ci accompagna così in un viaggio di profonda trasformazione, dove l’invenzione narrativa si intreccia con riferimenti autobiografici per creare una storia che riesce a toccare corde profonde grazie alla sua spontaneità e alla sua genuinità narrativa.
La leggenda del pescatore pentito è, in definitiva, un romanzo di caduta e rinascita: la storia di un uomo che, attraverso il mare, ritrova se stesso e un modo più autentico di stare al mondo. Una storia che parla di noi, delle nostre rigidità e delle nostre possibilità di cambiare. Un invito, semplice e potente, a diventare persone migliori.
Andrea Mancini
3° classificato – narrativa

Il titolo provocatorio è decisamente fuorviante. Tanto è vero che molti amici mi hanno chiesto cosa c’entrasse questo titolo con un premio letterario votato alla cultura del mare come il Marincovich. Errore!
Premesso che come tutti i qui presenti sanno “un marinaio sa fare tutto” (per inciso è un credo anche delle truppe alpine). Chi va per mare per sport o per lavoro ha spesso anche la passione per la cucina, soprattutto di pesce , crostacei e molluschi.
La cosiddetta “cucina povera” è un patrimonio comune di tutto il Mediterraneo.
E riguardo il discorso “culturale” scritto virgolettato, l’autore Ninni Ravazza cita passi di autori dall’antichità a secoli a noi più vicini.
Si va da Archestrato di Gela con Gastronomia (IV secolo A.C.) passando per Oppiano di Cilicia Della pesca e della caccia del primo secolo per non parlare del più conosciuto Gargantua e Pantagruel del francese Rebelais (XV secolo) per finire con il nostro Artusi ed il suo La Scienza in Cucina e l’arte di mangiare bene del 1891, ma che è stato di riferimento fin oltre la metà del secolo scorso.
Quindi non solo ricette di pesce e soprattutto di recupero, ma tanta cultura, piaceri da gustare pagina dopo pagina. Il tutto correlato da belle foto a colori di piatti e di pesci.
E sì, l’aspetto cromatico non ci lascia indifferenti.
Per Sport sia da velista regatante, sia seguendo da Tech&Safey Officer campionati in giro per il mondo per conto della UIM, ho sempre avuto la passione di visitare i locali mercati del pesce: Edimburgo, La Rochelle, Guernsey, Dubai, Fujairah , Brisbane, Miami. Per non parlare degli spettacolari pesci di profondità che si vedono e si mangiano solo a Messina.
La cucina dei pezzenti : un libro interessante, piacevole, utile da tenere nella biblioteca di bordo.
Sergio Abrami YD
Sezione LIBRI NAVIGAZIONE
1° classificato – NAVIGAZIONE

Con la curiosità del viaggiatore e la sensibilità del pittore Stefano Faravelli ha saputo creare un gioiello editoriale da ammirare e gustare pagina dopo pagina. Lasciando che il mito di Capo Horn resti avvolto nel mistero.
Perché in quel lembo di mondo, diceva Bruce Chatwin, sono le storie a venirti incontro. Basta essere disposti ad ascoltarle con attenzione e sensibilità
Alessandro Mezzena Lona
2° classificato – NAVIGAZIONE

L’incipit di questo prezioso libro è dedicato all’apparizione della foca monaca a Patmos: sembra essere un segnale di speranza poiché la foca è stata poi avvistata in diverse zone del Mediterraneo. L’autore non ha bisogno di presentazioni: la sua vastissima competenza scientifica di biologo, ecologo e oceanografo è superata solo dal suo evidente, travolgente, assoluto amore per il mare. Nel corso della crociera virtuale che accompagna il lettore da Venezia alla Liguria attraverso il Mediterraneo il dottor Notarbartolo, skipper e insegnante, ci racconta la storia tanto appassionante quanto preoccupante del nostro mare: il libro è un invito a tutti noi, protagonisti dell’era Antropogenica, di considerare la scienza che studia l’ambente marino come il mezzo per salvaguardare un mare ferito e possibilmente condurlo a guarigione.
Max Gregori Grgič
3° classificato – NAVIGAZIONE

La copertina recita “cosa mi ha insegnato il vento” un titolo a mio avviso riduttivo per un libro in cui Checco Bruni racconta le fasi nodali della sua carriera sportiva e della sua esperienza umana, raccolte e scritte con professionalità e passione da Fabio Pozzo. Forse il titolo giusto – troppo lungo – avrebbe potuto essere “cosa mi hanno insegnato lo sport agonistico, le regate in Laser per le Olimpiadi, le competizioni a livello mondiale. E poi, far parte di diversi team di Coppa America, dai maxi cat agli scafi ipertecnologici e volanti”. Quello di Checco – palermitano doc – è uno stare al timone che ha richiesto competenze complementari e avanzate per imparare ad andare e a essere competitivi su scafi sempre diversi e in ultimo sugli AC40 e gli AC75. Una grande parte della storia è dedicata alle tante sfide in Coppa America: da San Francisco alle Bermude, da Auckland a Barcellona. Sullo sfondo, la forte comunità e la solidarietà che si viene a creare tra i team e le loro famiglie, per anni in giro da una parte all’altra del mondo. E’ una bella storia che si legge senza riuscire a chiudere il libro finché non si arriva all’ultima pagina.
Ida Castiglioni
Sezione LIBRI JUNIOR
1° classificato – JUNIOR

“Sono sempre stato fissato con i rinoceronti e quando da grande mi sono ritrovato grosso e testardo l’ho preso come un segno: il mio soprannome doveva essere “rinoceronte”, mi calzava proprio a pennello.”
Conosciuto nel mondo del web come “rinoceronte”, Daniele Daccò, sceneggiatore e autore di fumetti, libri, programmi televisivi e ambientazioni per giochi di ruolo ha incrociato la sua antica passione per questo maestoso animale con un viaggio, accidentato e storicamente documentato.
È quello del rinoceronte indiano donato da Alfonso de Albuquerque, governatore delle Indie Portoghesi, al re del Portogallo Manuele I. Arrivato a Lisbona dopo un lungo viaggio nel maggio 1515 diventò un’attrazione nazionale fino a quando il re decise regalarlo a Papa Leone X. L’anno successivo il povero rinoceronte dovette così riprendere la via mare verso Roma, dove non arrivò mai, annegando durante una tempesta che fece affondare il vascello al largo di Portovenere.
Riscattandone l’infausto destino, Daccò lo fa invece misteriosamente arrivare sulla spiaggia di Portovenere dove lo scopre Saverio, uno strambo e simpatico undicenne, che ironia della sorte, da tempo fantasticava su quel mitologico animale studiandolo in ogni dettaglio sulla riproduzione della celebre incisione del rinoceronte di Dürer che il suo papà gli aveva riportato da un viaggio.
Tra Saverio e Ulisse, questo il nome del rinoceronte, nasce una singolare complicità che li proietta in una strabiliante avventura che coinvolge tutti gli abitanti di Portovenere e che garantirà al rinoceronte Ulisse un ben più felice destino.
Nello sfogliare le pagine del libro i deliziosi disegni di Alida Pintus rendono immediatamente simpatico Saverio, buffo, fissato e sognatore, e ci immergono in questa favola piena di curiosità e di storia e di amicizia che Daniele Daccò racconta con ironia e ottimismo.
Serena Laudisa
1° PREMIO SPECIALE

Si, sono proprio momenti magici di vela quelli che ci fa rivivere o ricordare Gianluca Pasini. Più di 5 secoli di vita sul mare con personaggi che evocano storie epiche e luoghi irraggiungibili (per quei tempi). Certo, il presente ed il passato prossimo sono più numerosi dei momenti magici del passato remoto. Ma allora tutto era diverso. 61 racconti + 1 che ci prendono per mano e ci portano là dove avremmo voluto essere in quel momento, per provare le stesse emozioni di chi, quei momenti magici li ha vissuti. Il libro è corredato di belle foto, scattate dai migliori fotografi di vela, scelte con cura, per rendere ancora più vivi i nostri ricordi.
Patrizia Melani Marincovich
2° PREMIO SPECIALE
NAPOLI 1960
Nel settembre 1960 si svolgono a Napoli i giochi olimpici della Vela, la propaggine a mare delle splendide Olimpiadi di Roma ’60. Napoli è in festa, il Golfo di Napoli è lo specchio di mare ideale per le regate delle Classi olimpiche che allora erano cinque e solo maschili. Ma Napoli è anche una città magica ed i suoi abitanti aprono le porte dei Palazzi al grande evento. Nasce cosi il gran ballo di teste coronate a Palazzo Serra di Cassano. Dal Ballo, nasce il libro patinato ricco di foto e di aneddoti raccolti con pazienza e dedizione da Francesco e Demetrio. In quelle Olimpiadi, il Principe Costantino di Grecia vince la medaglia d’oro nella Classe Dragone e Carlo, a 25 anni, inizia il suo primo lavoro importante da giornalista di nautica come corrispondente per Il Tempo. Oggi il Golfo di Napoli si sta preparando ad un nuovo grande evento: la 38^ edizione dell’America’s Cup, il più antico Trofeo di vela.
Patrizia Melani Marincovich




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